Il design del mobile non si comprende soltanto attraverso gli oggetti che arredano i soggiorni o gli studi. Dietro ogni sedia, tavolo o divano c’è una storia di materiali, tecniche, contesti sociali e scelte estetiche che si estende per due secoli. Pubblicato dal Vitra Design Museum nel novembre 2019, Atlas of Furniture Design propone una visione d’insieme di questa evoluzione. Non è un catalogo di oggetti iconici, ma un’opera di riferimento che intende offrire una solida base documentaria per la ricerca accademica e per chiunque sia interessato al tema.

Un’opera di riferimento fondata sulla collezione fisica

Il punto di partenza dell’Atlas non è stato una biblioteca digitale né una selezione di immagini d’archivio, bensì la collezione fisica del Vitra Design Museum. Con oltre 20.000 reperti, di cui circa 7.000 mobili, la collezione è stata la fonte primaria della pubblicazione.

Mateo Kries, direttore del museo e curatore del volume, sottolinea l’importanza dell’accesso diretto agli oggetti. Questo ha permesso ai ricercatori di esaminare non solo la forma complessiva dei pezzi, ma anche dettagli come le cuciture dei rivestimenti, i tessuti, le giunzioni strutturali e i marchi dei produttori. La possibilità di studiare da vicino la patina, l’aura e la materialità degli oggetti lungo due secoli di storia distingue l’approccio dell’Atlas da quello di molte altre pubblicazioni.

Oltre 20 anni di ricerca e 70 esperti

La pubblicazione dell’Atlas è il risultato di oltre 20 anni di ricerca e collaborazione. L’idea di realizzare un’enciclopedia sul design del mobile era presente nel gruppo di lavoro del Vitra Design Museum fin dagli anni Novanta. Il progetto è stato realizzato da un’équipe di oltre 70 autori ed esperti provenienti da tutto il mondo.

Il libro documenta 1.740 oggetti disegnati da oltre 540 designer e presenta più di 2.800 illustrazioni: fotografie di oggetti, schizzi di progetto, interni, brevetti, opuscoli, opere d’arte, architetture e ritratti dei designer. Questa ampiezza visiva intende restituire la complessità della storia del mobile, che non riguarda soltanto la forma finale del prodotto, ma anche i processi di sviluppo e il contesto culturale.

Struttura e contenuti: dal XIX secolo all’era digitale

L’Atlas copre un periodo che va dagli inizi dell’industrializzazione all’era digitale. La struttura offre informazioni su più livelli:

  • Testi dettagliati: oltre 550 testi analizzano i progetti chiave e forniscono informazioni specifiche sui singoli oggetti.
  • Saggi di contestualizzazione: saggi approfonditi su quattro epoche descrivono il contesto socioculturale e storico degli oggetti.
  • Infografiche e cronologie: grafici informativi propongono nuove prospettive visive sulla storia del design, comprese cronologie dello sviluppo del design nel mondo e dell’evoluzione di tipologie innovative di mobili, come la sedia a sbalzo e il monoblocco.
  • Appendici: biografie dei designer, bibliografie, glossari di produttori e materiali e un indice analitico.

La selezione dei 1.740 oggetti si è basata su diversi criteri. L’obiettivo principale era illustrare le grandi tendenze del design del mobile dall’inizio del XIX secolo a oggi. Si è cercato di rappresentare adeguatamente i designer più importanti, includendo i grandi classici e approfondendo al contempo materiali, forme strutturali e tipologie. Sono stati scelti anche oggetti entrati nella vita quotidiana di molte persone, insieme ad alcune sorprese che mettono in discussione le idee consuete su ciò che si considera un progetto iconico.

Designer e stili rappresentati

La pubblicazione comprende opere di alcuni dei designer più significativi degli ultimi 230 anni e documenta tutte le fasi importanti della storia del design, tra cui:

  • Mobili ottocenteschi realizzati in legno curvato e metallo.
  • Progetti in stile Art Nouveau e Secessione.
  • Progetti iconici dei protagonisti del modernismo, come Le Corbusier, Gerrit Rietveld, Charlotte Perriand, Marcel Breuer ed Eileen Gray.
  • Mobili del dopoguerra, postmoderni e contemporanei, con designer come Charles e Ray Eames, Eero Saarinen, Gae Aulenti, Finn Juhl, Ettore Sottsass, Philippe Starck, Hella Jongerius, Jasper Morrison e Konstantin Grcic.

L’ampiezza cronologica e stilistica aiuta a comprendere come il design del mobile si sia evoluto in risposta ai cambiamenti tecnologici, sociali e culturali. Non si tratta soltanto di un elenco di nomi celebri, ma di una narrazione che mette in relazione gli oggetti attraverso influenze, innovazioni e contesti.

Una risorsa per collezionisti, studiosi e appassionati

Atlas of Furniture Design è concepito come una risorsa informativa per collezionisti, studiosi ed esperti, ma anche come un libro curato con attenzione per gli appassionati di design. La copertina rigida, il formato di 31 x 23,5 x 7,5 cm e le 1.028 pagine ne fanno un’opera di consultazione da leggere in molti modi: come selezione di progetti iconici, storia degli stili, cronaca dell’evoluzione o della rivoluzione, storia di oggetti o immagini, oppure racconto delle abitudini domestiche o dei singoli designer.

Paola Antonelli, curatrice senior di architettura e design al Museum of Modern Art (MoMA), lo descrive come un «tesoro» che offre non solo informazioni definitive su alcuni amati capisaldi della storia del design, ma anche prospettive nuove, originali e spesso inaspettate. Questa valutazione mette in luce il duplice obiettivo dell’Atlas: consolidare le conoscenze esistenti e aprire nuove strade alla ricerca e alla comprensione.

L’importanza della precisione documentaria

Uno degli obiettivi dichiarati dell’Atlas era correggere le inesattezze e gli errori che il gruppo di ricerca aveva incontrato ripetutamente in numerosi libri e fonti precedenti. L’accesso continuativo alla collezione fisica ha permesso ai curatori di verificare i dettagli e produrre nuovi risultati di ricerca. L’intento di offrire una base documentaria affidabile per lo studio accademico del design del mobile distingue l’Atlas da altre pubblicazioni del genere.

In un’epoca in cui le informazioni digitali sono abbondanti, ma spesso superficiali, l’Atlas rappresenta un impegno per l’approfondimento e la precisione. Non è pensato come un libro da leggere in fretta, bensì come un’opera di consultazione che invita a esplorare con attenzione gli oggetti e i loro contesti.

Conclusione: uno sguardo alla storia del design quotidiano

Atlas of Furniture Design non è soltanto un libro sui mobili: è un’opera sulla storia della vita quotidiana. Gli oggetti documentati fanno parte dell’ambiente di tutti i giorni e comprenderne l’evoluzione aiuta ad apprezzare la complessità delle scelte progettuali che ci circondano. Basandosi sulla collezione fisica del Vitra Design Museum e su oltre due decenni di ricerca, l’Atlas offre una visione d’insieme approfondita di un campo spesso percepito come superficiale o puramente estetico.

Per chi si interessa di design, storia dell’arte o cultura materiale, l’Atlas è uno strumento di riferimento. Non documenta soltanto il passato, ma fornisce anche una cornice per comprendere il presente e il futuro del design del mobile, in un’epoca in cui la digitalizzazione influenza sempre più la creazione di oggetti fisici.

La scheda in breve

Ambito

Lettura editoriale; non costituisce una visita né una valutazione tecnica.

Fonti

The Atlas of Furniture Design | Official Vitra® Website LP ↗23/10/2026

Atlas of Furniture Design | Official Vitra® Online Shop ES ↗23/10/2026

Atlas of Furniture Design | Official Vitra® Website UN ↗23/10/2026

Atlas of Furniture Design ↗24/10/2026