Riconfigurare lo spazio commerciale come una casa

L’installazione VitraHaus Loft, progettata dall’artista e designer olandese Sabine Marcelis, occupa il quarto piano dell’edificio VitraHaus. Inaugurata il 12 giugno 2024, non si presenta come una semplice esposizione di prodotti: costruisce una simulazione della vita domestica attraverso un collage di arredi, opere e oggetti scelti per interagire e formare un ambiente unitario.

Il punto di partenza del progetto è una domanda pratica: come organizzerei questo spazio se ci vivessi? Considerare il loft come una casa, anziché come una sala in cui valutare singoli prodotti, sposta l’attenzione dalle caratteristiche isolate degli oggetti alle relazioni tra loro e alle attività che possono accogliere. Un ampio ambiente aperto viene articolato in zone funzionali; gli arredi sono presentati come parti di una vita quotidiana immaginata, non soltanto come pezzi da osservare.

Il colore come strumento di zonizzazione

La disposizione delle aree si affida soprattutto al colore, anziché a pareti o divisori. Ogni zona ha una tonalità di base che aiuta a orientarsi nel paesaggio domestico simulato:

Zona Colore di base Ruolo nell’organizzazione dello spazio
Lounge Caramello Suggerisce un’atmosfera calda e accogliente
Cucina Rosso ruggine Distingue l’area di preparazione e servizio
Soggiorno Verde Introduce un contrasto fresco e naturale
Spazio di lavoro Giallo molto chiaro Conferisce all’area un carattere visivamente chiaro

La palette combina tonalità che Marcelis considera preferenze personali durature, non una selezione legata ai cosiddetti “colori dell’anno”. Ai toni prevalentemente caldi si affiancano accenti più freddi, tra cui il verde e il rosa. In questo contesto, il colore svolge due funzioni: rende leggibile la suddivisione dell’ambiente e contribuisce alla sua atmosfera. La scelta, tuttavia, è specifica del progetto; non stabilisce che una particolare tonalità produca lo stesso effetto in ogni casa.

La strategia mostra come, in un ambiente aperto, una distinzione visiva possa suggerire usi differenti senza ricorrere a una separazione fisica. Le zone rimangono parte di un unico spazio, ma la variazione cromatica offre indizi per interpretarle.

Arredi modulari e funzioni riconsiderate

Il progetto non consiste soltanto nel selezionare prodotti dal catalogo Vitra. Alcuni elementi vengono personalizzati o ricomposti, così che il loro uso nel loft si discosti dalla configurazione più consueta.

Il conversation pit

Al centro del soggiorno, il Soft Modular Sofa di Jasper Morrison viene riorganizzato in una sorta di conversation pit: i moduli, spesso disposti in linea o a L, sono uniti per formare un’area avvolgente. La configurazione invita a sedersi e sostare insieme, facendo del divano un fulcro sociale anziché una fila di sedute orientate in una sola direzione.

Il progetto mette in relazione questa disposizione con le viste panoramiche dal quarto piano e con la possibilità di rilassarsi nell’area; le pareti erano inoltre destinate alla proiezione di film. Il risultato è una zona concepita per la permanenza e la condivisione. La forma non cambia soltanto l’aspetto del divano: suggerisce un diverso modo di occupare il soggiorno.

Il sistema Kado Office reinterpretato

Anche il sistema di scaffalature Kado Office viene adattato a funzioni domestiche. Nel loft è ripensato per servire sia da guardaroba sia da letto. Questa soluzione mette in evidenza la flessibilità possibile quando un sistema modulare viene considerato oltre la sua categoria d’uso abituale.

L’esempio non dimostra che ogni scaffalatura da ufficio possa essere trasformata in un letto: descrive una personalizzazione specifica del progetto. La lezione più ampia riguarda il modo di guardare agli arredi modulari: le loro componenti possono offrire occasioni di riconfigurazione, ma l’uso effettivo dipende dalla soluzione progettata per ciascun caso.

Opere e contributi esterni al catalogo

Il loft non è composto soltanto da arredi Vitra. Marcelis integra opere d’arte e oggetti di altri creativi, introducendo materiali e significati che rendono l’insieme meno simile a uno showroom uniforme. Nel progetto, questi contributi aggiungono strati visivi e personali accanto agli arredi di produzione.

Tra gli artisti e designer coinvolti figurano Maria Pratts, Saskia-Noor Van Imhoff, Johnny Mae Hauser e Carlijn Jacobs. Per le lenzuola del loft, Marcelis ha inoltre chiesto a Ehsan Morshed, artista e designer di pattern con base a Berlino, di creare disegni realizzati con tecniche di collage. Morshed ha lavorato con case di moda come Martine Rose e Diesel; le lenzuola personalizzate erano proposte in edizione limitata nel negozio della VitraHaus.

L’inserimento di opere e oggetti scelti da più creativi non è un semplice completamento decorativo. Accanto a un arredo seriale, un’opera o un tessuto concepito appositamente può portare nel progetto riferimenti e associazioni differenti. Marcelis descrive questi elementi come portatori di una propria storia e memoria: nel loft, la loro presenza contribuisce a costruire un ambiente con una personalità distinta da quella di un’esposizione composta soltanto da prodotti coordinati.

Le edizioni limitate legate alla palette

Come derivati dell’installazione, Vitra ha presentato edizioni limitate di due progetti di Verner Panton, declinate nei sette colori della palette del loft. La proposta collega l’esperienza cromatica dell’ambiente a oggetti acquistabili, pur mantenendo distinta la logica dell’allestimento da quella dei singoli prodotti.

Panton Chair Classic

La Panton Chair Classic, progettata da Verner Panton nel 1959, è stata presentata in una finitura molto lucida e in sette tonalità. L’edizione era limitata a 50 esemplari per colore. La combinazione di una forma iconica, una superficie lucida e diverse tinte rende il colore un elemento evidente della percezione della sedia.

Visiona Stool

Il Visiona Stool, un pouf cilindrico basso progettato da Verner Panton nel 1970, è stato proposto nelle stesse sette tonalità e con rivestimenti diversi, da quelli a pelo lungo alla pelle. La quantità era limitata a 50 esemplari per colore e materiale di rivestimento.

I due prodotti erano offerti durante la settimana di Art Basel presso la VitraHaus e tramite il sito web Vitra. Si tratta di edizioni circoscritte, non di indicazioni sulla disponibilità attuale: il materiale documenta il lancio legato all’installazione, ma non conferma che i prodotti siano ancora in vendita.

La VitraHaus come contesto architettonico

La VitraHaus, edificio progettato da Jacques Herzog e Pierre de Meuron e completato nel 2010, è il negozio di punta di Vitra. La sua forma riprende l’archetipo della casa: volumi a doppia falda allungati, incastrati l’uno nell’altro e dotati di grandi finestre sulla facciata. Questa immagine architettonica offre un contesto coerente per un’installazione che immagina diversi modi di abitare.

L’edificio è formato dalle proiezioni sovrapposte di 12 volumi a forma di casa, che si spingono fino a 15 metri l’uno sull’altro. Misura 57 metri in lunghezza, 54 in larghezza e 21,3 in altezza. La sovrapposizione produce all’esterno l’impressione di una pila di case; le grandi superfici vetrate aprono le stanze verso il paesaggio circostante.

Di giorno, l’edificio offre viste sull’ambiente circostante; di notte, le stanze illuminate e le facciate vetrate assumono l’aspetto di vetrine luminose. Nel loft, la posizione al quarto piano mette in relazione il soggiorno riconfigurato e le viste panoramiche, includendo il paesaggio esterno nella simulazione domestica.

Cosa suggerisce il progetto per gli interni

L’installazione offre alcuni spunti applicabili come criteri di lettura e progettazione, non come regole universali:

  1. Usare il colore per rendere leggibili le zone. In un ambiente aperto, una palette distinta può suggerire usi differenti senza introdurre pareti. La continuità fisica resta, mentre il colore aiuta a interpretare le aree.
  2. Considerare le possibili riconfigurazioni degli arredi. Il divano ricomposto e il sistema Kado Office adattato mostrano come una configurazione possa spostare il significato e l’uso percepito di un prodotto. Ogni trasformazione, però, richiede una soluzione adatta al caso concreto.
  3. Affiancare agli arredi di serie elementi con una storia personale. Opere, tessuti e oggetti scelti possono introdurre differenze e associazioni che un insieme di soli prodotti coordinati non offre nello stesso modo.
  4. Scegliere colori in base alle preferenze che durano. Il progetto mette in evidenza l’approccio personale di Marcelis, che preferisce tonalità di cui non si stanca. È una posizione progettuale, non una garanzia che una palette resterà adatta a chiunque nel tempo.

Nel complesso, il loft mostra come un interno possa essere costruito attraverso le relazioni tra colore, configurazione degli arredi, opere e architettura. La sua forza non risiede in una singola soluzione da replicare, ma nella coerenza con cui elementi diversi suggeriscono un ambiente vissuto anziché una semplice esposizione.

La scheda in breve

Ambito

Lettura editoriale; non costituisce una visita né una valutazione tecnica.

Fonti

VitraHaus Loft | Official Vitra® Online Shop LU ↗22/10/2026 VitraHaus Loft: conversazione con Sabine Marcelis — Palette, approccio progettuale, arredi riconfigurati, contributi artistici ed edizioni limitate.

VitraHaus | Official Vitra® Website LP ↗22/10/2026 VitraHaus: architettura di Herzog & de Meuron — Forma, struttura, dimensioni e funzione dell’edificio.

VitraHaus Loft de Sabine Marcelis | Official Vitra® Online Shop ES ↗22/10/2026 VitraHaus Loft di Sabine Marcelis: nuova installazione al livello 4 — Presentazione dell’installazione, artisti coinvolti e dettagli delle edizioni legate al progetto.